Anno Scolastico 2001-2002

Documento Docenti - Lettera aperta al Ministro della P.I.

Il Liceo "B. Russell" di Roma, che ha una ormai trentennale esperienza di sperimentazione, e che insieme ad altri ventuno Licei distribuiti sul territorio nazionale dall’anno 1997 sta  sperimentando l’autonomia secondo quanto previsto dall’art. 21 della legge 59/97, sottopone alla Sua attenzione alcune considerazioni su quanto proposto nell’art. 13 della Finanziaria 2002 e più in generale su quanto si va progressivamente delineando sulla sorte della scuola.

  • Il panorama della scuola italiana è estremamente variegato e questo ci sembra essere garanzia di pluralità e testimonianza della molteplicità dei processi di rinnovamento e di ricerca in atto nella scuola pubblica.

  • La scuola pubblica si è attivata in questi ultimi anni, anche al là delle indicazioni ufficiali, spinta dalla necessità di un’innovazione di strutture e contenuti  ormai obsoleti  per definire obiettivi di apprendimento più vicini alla realtà individuale delle nuove generazioni.

  • La nostra scuola in particolare ha elaborato un proprio sistema curricolare sulla base di una programmazione modulare che garantisce una maggiore articolazione dei contenuti e cerca di rispondere tempestivamente ai problemi sempre più complessi di una società in rapidissima trasformazione.

  • La  realizzazione del nostro progetto educativo è stata resa possibile soltanto grazie al lavoro dei docenti interni alla scuola i quali,oltre alla normale attività d’insegnamento, si sono impegnati nello studio delle nuove prospettive pedagogiche, nell’analisi della loro effettiva applicabilità, nell’elaborazione di nuove metodologie, tecniche e conseguenti criteri di valutazione.

  • La ristrutturazione organizzativa della scuola che ne è derivata ha comportato un ulteriore sforzo in termini di tempo e di impegno creativo. E’ stato, infatti, necessario:

  • organizzare attività di compresenza, di programmazione suppletiva, di confronto tra aree disciplinari, affini e non;

  • costruire una struttura oraria che si articola diversamente nelle varie fasi dell’anno scolastico;

  • interagire continuamente con istituzioni e organismi presenti nel territorio;

  • definire le attività integrative  che concorrono ad  ampliare l’offerta formativa della scuola.

  • Tutto questo è stato attuato soltanto grazie alla possibilità di usufruire di un monte ore eccedente quello previsto per le lezioni frontali, come consentito dalla normativa sull’organico funzionale (D.P.R.275/99) e dalle altre autorizzazioni a derogare dal tradizionale orario di cattedra di 18 ore settimanali Altrettanto avviene in tutte le scuole impegnate nelle attività di sperimentazione.

  • Le  dichiarazioni ufficiali del Ministro manifestano una condivisione del Progetto Autonomia.Tuttavia le iniziative legislative finora annunciate e quanto previsto dall’art. 13 della Finanziaria 2002  vanno decisamente in direzione opposta, nel momento in cui si impongono cattedre con orario minimo di 18 ore settimanali precludendo, quindi, nei fatti la possibilità di svolgere qualsiasi altra attività al di fuori della lezione tradizionale.

  • Una serie di analoghe contraddizioni emerge dal confronto fra gli annunci di ingenti finanziamenti stanziati per la scuola e  una prima analisi dei progetti di riforma previsti, all’insegna del “risparmio”. La riduzione da cinque a quattro anni della scuola superiore e l’aumento dell’orario di servizio dei docenti ( a 18 ore effettive e fino ad un massimo di 24) comportano ovviamente un “risparmio”, ma  in termini di risorse e di posti di lavoro.

  • Allo stesso modo anche la riforma dell’ esame di…. Stato? Maturità? che prevede  una commissione formata da soli docenti interni comporta un evidente “risparmio”, ma a scapito dei livelli di preparazione  degli studenti, nella scuola pubblica e, a maggior ragione, in quella privata, non più sottoposti a verifiche e controlli esterni. 

  • E’ chiaro che  di questa preparazione ci si preoccupa sempre meno se è vero, come è stato annunciato:

- che tre anni di frequenza della scuola materna, per suo statuto volta ad obbiettivi non cognitivi, comporteranno l’acquisizione di un “credito formativo” equiparabile a un anno 1 di scuola;

- che sarà consentito alle scuole private di assumere personale docente anche privo del titolo di abilitazione

- che gli insegnanti di religione immessi in ruolo (se verrà loro revocata la nomina del Vicariato) saranno utilizzati per l’insegnamento di altre discipline.

Si chiede pertanto al Ministro come intenda superare queste contraddizioni.

“…Gli uomini temono il pensiero più di ogni altra cosa al mondo, più della rovina e persino più della morte. Il pensiero è sovversivo e rivoluzionario, distruttivo e terribile; il pensiero è spietato nei confronti del privilegio, delle istituzioni e delle comode abitudini; il pensiero è anarchico e senza legge, indifferente verso le autorità, incurante dell’ ormai collaudata saggezza dei secoli passati. Il pensiero guarda nella voragine dell’inferno, ma non ha paura… Il pensiero è grande, acuto e libero, la luce del mondo, e la più grande gloria dell’uomo. Se il pensiero non è bene di molti, ma soltanto privilegio di pochi, lo dobbiamo alla paura. E’ la paura che limita gli uomini, paura che le loro amate credenze si rivelino delle illusioni, paura che le istituzioni con cui vivono si dimostrino dannose, paura di dimostrarsi essi stessi meno degni di rispetto di quanto avessero supposto di essere”.

Documento approvato a maggioranza dagli insegnanti del Liceo "Bertrand Russell"

 

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